AI Act: cosa devi avere a posto oggi se usi l’AI nel lavoro

Se in azienda o nello studio usate ChatGPT, Claude, Gemini, un chatbot sul sito o testi e immagini generati con l’AI, il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale vi riguarda già adesso. Non da un futuro generico: da date precise, alcune passate.

Metto in fila cosa è già obbligatorio, cosa arriva, e la verifica che potete fare oggi senza chiamare nessuno.

Quello che è già obbligatorio

Dal 2 febbraio 2025 è in vigore l’obbligo di alfabetizzazione, l’articolo 4 del Regolamento. Chi usa l’AI in azienda deve garantire che le persone che la usano siano formate a un livello sufficiente, proporzionato al loro ruolo. Vale anche per i collaboratori esterni che lavorano per voi. È un obbligo di mezzi, non di risultato, ma l’assenza totale di formazione e di una regola interna scritta è un buco che si vede subito.

Dal 2 agosto 2026 sono operative le sanzioni, la governance nazionale e gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50. In pratica: se un chatbot parla con i vostri clienti, la persona deve sapere che sta parlando con un’intelligenza artificiale. Se pubblicate un video o un’immagine manipolati con l’AI, va dichiarato. Se pubblicate testi generati dall’AI su temi di interesse pubblico senza che una persona li abbia rivisti e se ne assuma la responsabilità, va dichiarato anche quello.

In Italia si aggiunge la legge 132 del 2025, in vigore dal 10 ottobre 2025. Non alza l’asticella europea, ma stabilisce chi controlla: AgID per notifiche e accreditamenti, ACN per vigilanza, ispezioni e sanzioni. Per i professionisti introduce un punto concreto, dichiarare l’uso dell’AI nelle prestazioni professionali.

Quello che arriva

Il 2 dicembre 2026 scatta la marcatura dei contenuti generati, quella leggibile dalle macchine, insieme a un nuovo divieto specifico sui contenuti intimi non consensuali.

Il 2 dicembre 2027 arrivano gli obblighi pieni per i sistemi classificati ad alto rischio. Questa data è stata spostata in avanti rispetto al testo originale, quindi c’è tempo per prepararsi con calma. Attenzione però al passaparola sbagliato che gira: non è vero che è stato rinviato tutto. Il 2 agosto scorso è scattato davvero.

La verifica che potete fare oggi

Prendete un foglio e, per ogni sistema AI che usate, scrivete tre righe: chi lo usa, verso chi produce effetti, chi controlla il risultato prima che esca. Poi quattro domande:

  1. esiste una regola interna scritta su come si usa l’AI, e qualcuno l’ha spiegata alle persone?
  2. chi parla con i vostri clienti in automatico dichiara di essere un sistema automatico?
  3. i contenuti pubblicati generati con l’AI sono dichiarati come tali?
  4. c’è una persona che rivede e si prende la responsabilità di quello che esce?

Se una risposta manca, quello è il vostro primo buco, ed è quasi sempre il più facile da chiudere.

Come l’ho fatto io

La Commissione europea ha pubblicato un percorso di domande che porta a stabilire il proprio ruolo, il livello di rischio e gli obblighi applicabili. È lungo e scritto in linguaggio normativo.

Non l’ho compilato a mano. L’ho fatto eseguire al mio assistente AI, che ha aperto il sito ufficiale, completato il percorso sul mio caso e prodotto un rapporto unico con ruolo, rischio e obblighi. Il tempo è passato da mezza giornata a pochi minuti, e il risultato resta scritto, quindi la volta dopo si aggiorna invece di ricominciare.

È questo il punto che mi interessa più della norma in sé. Un adempimento che sembra un muro diventa una procedura che l’AI esegue e voi controllate.

Questo è un orientamento pratico, non un parere legale. Per la vostra posizione specifica il confronto con un legale resta la strada.

Di questo si parla ogni settimana dentro AI con Sal.
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